Assicurazione Caso Morte – i 5 punti da non ignorare

L’assicurazione caso morte, o più tecnicamente Temporanea Caso Morte (TCM) è a mio avviso la polizza vita per eccellenza, “pura” la definiamo noi assicuratori.

Riassumendo brevemente è una vera e propria scommessa con la compagnia assicurativa, per cui a fronte del pagamento di un premio prestabilito in fase di sottoscrizione (e fisso per tutta la durata) se l’assicurato viene a mancare entro la durata del contratto la compagnia indennizza i beneficiari con il capitale pattuito in fase di sottoscrizione, altrimenti se alla scadenza della durata di polizza l’assicurato è ancora in vita la compagnia non deve indennizzare il capitale ed i premi versati rimangono a quest’ultima.

1798 — by William Holland — Image by © Bettmann/CORBIS

Se torniamo indietro nei secoli e nei millenni da sempre l’incertezza ed il rischio hanno spaventato l’umanità.
Gli uomini hanno dapprima accantonato cibo e scorte per eventi incerti o momenti di difficoltà e successivamente, quando è stato introdotto l’uso delle monete, hanno iniziato ad accantonare denaro per lo stesso identico tipo di bisogno.

Nel Medioevo sono comparsi i primi veri contratti assicurativi (anche se già in epoca greca prima e romana poi esistevano forme di assicurazione, ma non vorrei dilungarmi troppo sul tema della storia assicurativa…al quale dedicherò sicuramente un’articolo specifico) e la base su cui poggiano tali contratti è il “Principio di Mutualità“.

Se oggi possiamo sottoscrivere un’assicurazione caso morte e pagare qualche centinaio di euro l’anno a fronte di un impegno da parte della compagnia di decine o centinaia di migliaia di euro è proprio grazie a tale principio.

Il meccanismo del Principio di Mutualità funziona così:
Ogni soggetto che si assicura ripartisce il rischio su un terzo (la compagnia assicurativa), che a fronte di un premio può sostenere il rischio derivante dal dover eventualmente rimborsare una cifra ingente in caso di sinistro grazie al fatto che altri soggetti, come voi, stipulano la stessa polizza, per la stessa categoria di rischio (Ramo).

Vediamo ora nel dettaglio a cosa stare attenti quando stiamo valutando di stipulare un’assicurazione caso morte.

 

I 5 PUNTI DA NON IGNORARE NELL’ASSICURAZIONE TEMPORANEA CASO MORTE

1) capitale da assicurare: la scelta è a libera discrezione del cliente, bisogna tenere presente che le compagnie se si richiede un massimale generalmente superiore ai € 250.000 chiedono che venga effettuata una visita medica che confermi la buona salute. Qualora ci siano patologie o problematiche di salute varie sarà la direzione della compagnia a valutare il rischio ed escludere eventualmente tali problematiche dall’assicurazione caso morte. Il capitale può essere costante o decrescente.

2) beneficiari: se non viene indicato niente in polizza i beneficiari in caso di decesso e quindi di indennizzo da parte della compagnia saranno gli eredi legittimi; in alternativa se si volesse destinare il capitale ad un altra persona bisogna indicarlo espressamente.

3) ricerca della migliore soluzione: bisogna valutare ciò che offre il mercato a parità di capitale assicurato. Se ad esempio io volessi assicurare € 150.000 di capitale in caso didecesso non tutte le compagnie applicherebbero lo stesso premio. Perché questa differenza? perché il premio è calcolato dalla compagnia in base a sinistri nello stesso ramo, premi sottoscritti, parametri da lei impostati che definiscono la rischiosità (ad esempio se si è fumatori o meno).
Insomma, sempre meglio valutare più soluzioni per capire quale sia quella più indicata per la nostra specifica esigenza; e un broker assicurativo avendo a disposizione molte compagnie potrà sicuramente darvi un ventaglio ampio di possibilità, in totale indipendenza dalle stesse.

4) durata della polizza: bene o male tutte le compagnie prevedono una durata che arriva a 25/30 anni. Il mio consiglio è quello di stipulare una polizza con durata più lunga possibile, perché il premio che si “blocca” alla stipula è molto vantaggioso man mano che si va avanti con gli anni (più si invecchia più il premio da pagare aumenta, con una netta impennata in generale dopo i 50 anni).

5) persone a carico: questo punto si collega al primo in quanto fare un’analisi delle esigenze, delle persone a carico e dell’impatto negativo qualora chi porta reddito in casa venisse a mancare è fondamentale per determinare il capitale da assicurare…e anche la durata della polizza.
Per fare un esempio: se ho 2 bambini piccoli, cercherò di stipulare una polizza che faccia da ombrello almeno fino a quando siano in età adulta e abbiano la possibilità di diventare economicamente indipendenti.

Questa polizza viene chiesta spesso dalle banche a chi si accinge ad accendere un mutuo e molti miei clienti me la chiedono perché a loro volta gli viene richiesta dalla banca, ma…c’è un ma.

Avendo due bambini piccoli io stesso ho sottoscritto questa polizza a loro tutela (e ne ho fatta sottoscrivere una anche a mia moglie, visto che porta reddito anche lei). E’ una polizza fondamentale se si hanno persone a carico, come coniugi o figli e ti invito davvero a non sottovalutarla come strumento di protezione patrimoniale perché in caso di evento, oltre al danno morale per la perdita del caro c’è anche il danno economico derivante dal mancato reddito. 

 

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A presto,

Domenico Sacco